Segreti commerciali sulle notizie

La direttiva, se approvata dal Parlamento, il cui voto è previsto a marzo o aprile, dovrà essere poi attuata nei singoli Stati entro due anni dall'approvazione. L'articolo 4 riguarda i casi leciti di acquisizione, uso e divulgazione dei segreti commerciali. Il periodo di tutela dei segreti commerciali è stato esteso da 2 fino ad un massimo di 6 anni. Nei contratti di cessione o di licenza del know-how è inoltre possibile, se non è già stato redatto un accordo di riservatezza e segretezza nella fase delle trattative, inserire una clausola di tale contenuto. Come detto più sopra la regola è il segreto mentre l'interesse pubblico è l'eccezione, quindi la divulgazione non è illecita se giustificata dall'interesse pubblico, ma l'onere di dimostrare che l'interesse pubblico prevale sul segreto aziendale è a carico dell'informatore.

Localmente, inoltre, la protezione molto spesso deriva solo indirettamente dalla tutela della proprietà intellettuale.

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Lo scopo della regolamentazione è ovviamente di favorire la competizione con le imprese non europee, e quindi con uno sguardo alla legislazione americana, laddove negli Usa i segreti commerciali sono già tutelati, in base all'Uniform Trade Secrets Act segreti commerciali sulle notizie e l'American Invents Act del La normativa è quindi piuttosto simile a quella americana.

Segreto commerciale La definizione di segreti commerciali è abbastanza generica art. Costituiscono segreto commerciale le informazioni che hanno i seguenti requisiti: - Sono segrete nel senso che non sono, nel loro insieme o nella precisa configurazione e combinazione dei loro elementi, generalmente note o facilmente accessibili a persone che normalmente si occupano del tipo di informazioni in questione; - Hanno valore commerciale in quanto segrete; - Sono state sottoposte, da parte della persona che lecitamente le controlla, a misure adeguate a mantenerle segrete nel caso in questione.

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Questa definizione, che sostanzialmente ricalca quella contenuta nel TRIPs, è molta ampia, al punto da essere stata criticata perché potrebbe dare adito ad abusi. Si tratta, quindi della tutela delle informazioni commerciali relative ad un prodotto od una azienda fin quando esse hanno trading robot eva valore per l'azienda stessa.

Occorre innanzitutto definire brevemente cosa si intende per know how. Di recente la disciplina correlata al know how é stata implementata. Infatti con il D. Il Decreto in questione tutela i segreti commerciali, ovvero le informazioni aziendali e le esperienze tecnico-industriali, comprese quelle commerciali, soggette al legittimo controllo del detentore, ove tali informazioni: siano segrete, dove la segretezza é intesa in senso relativo e non assoluto, ovvero nel senso che le informazioni non siano nel loro insieme o nella precisa configurazione e combinazione dei loro elementi generalmente note o facilmente accessibili agli esperti ed agli operatori del settore; abbiano valore commerciale in quanto segrete; siano sottoposte, da parte delle persone al cui legittimo controllo sono soggette, a misure da ritenersi ragionevolmente adeguate a mantenerle segrete. Pertanto, i segreti commerciali vengono tutelati in quanto portatori di un vantaggio competitivo.

In tal senso anche uno studio sugli effetti di un farmaco sono chiaramente di valore per l'azienda, anche quando rivelano possibili conseguenze negative, perchè la diffusione dello studio non farebbe vendere il prodotto. È sintomatico il rimando agli usi del settore per la fissazione di una regolamentazione che finisce per incidere sui diritti fondamentali dei cittadini.

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Ovviamente la direttiva considera illecito l'uso o la divulgazione di segreti commerciali ottenuti in violazione di accordi confidenziali o clausole di riservatezza. L'articolo 4 riguarda i casi leciti di acquisizione, uso e divulgazione dei segreti commerciali. In particolare si riferisce alle ipotesi di scoperta o creazione indipendente, di reverse engineering su un prodotto lecitamente posseduto, o in casi di esercizio del diritto all'informazione. Gli aspetti maggiormente problematici, e che hanno incontrato un particolare interesse anche dell'opinione pubblica, riguardano la tutela delle fonti giornalistiche informatori e la mobilità dei lavoratori.

Segreti commerciali: ultime sentenze

Tutela degli informatori In materia di tutela della libertà di informazione la proposta di direttiva ha cumulato numerose critiche che sono sfociate in Francia in una petizione per impedire l'approvazione della direttiva. La direttiva include, infatti, norme a tutela degli informatori whistleblowers.

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L'articolo 4 2 estende le ipotesi relative all'esercizio del diritto all'informazione, garantendo che la direttiva non sia applicabile nei casi di divulgazione di segreti commerciali per uso lecito del diritto alla libertà di espressione e di informazione, per rivelare una condotta scorretta, un'irregolarità o un'attività illecita, a condizione che l'acquisizione, l'utilizzo o la divulgazione fossero necessari e che il giornalista o l'informatore abbia agito nell'intesse pubblico, per la divulgazione da parte di lavoratori o loro rappresentanti, o per proteggere un legittimo interesse.

È chiaro che l'attuazione dipenderà molto dall'interpretazione delle definizioni, in particolare poiché la norma art.

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Come detto più sopra la regola è il segreto mentre l'interesse pubblico è l'eccezione, quindi la divulgazione non è illecita se giustificata dall'interesse pubblico, ma l'onere di dimostrare che l'interesse pubblico prevale sul segreto aziendale è a carico dell'informatore. Mobilità dei lavoratori Per quanto riguarda l'impatto sulla mobilità dei lavoratori dipendenti, occorre dire che una proposta di emendamento all'articolo 1 introduceva la possibilità di uso di informazioni, conoscenze ed esperienze onestamente acquisite dai dipendenti nel corso del loro impiego.

Il nuovo articolo 1, andando incontro alle richieste delle segreti commerciali sulle notizie, prevede solo che la direttiva non impedisce la mobilità dei lavoratori limitando l'uso di informazioni che non costituiscono segreto commerciale, oppure delle ooo opzione e competenze acquisite onestamente, e comunque si vieta l'imposizione di ulteriori restrizioni sui dipendenti rispetto al contratti di lavoro anche nazionali.

Le clausole restrittive sono lasciate alla regolamentazione nazionale.

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Conclusioni La regolamentazione, purtroppo, appare troppo vaga e con definizioni incerte, e quindi potrebbe lasciare la porta aperta a possibili abusi. Gli esempi non mancano, dallo scandalo del vaccino Gardasil qui la petizione di medici contro il vaccino a quello dei LuxLeaks articolo su IlFattodallo scandalo dei pesticidi Monsanto qui articolo di Repubblica al DieselGate.

Localmente, inoltre, la protezione molto spesso deriva solo indirettamente dalla tutela della proprietà intellettuale. Lo scopo della regolamentazione è ovviamente di favorire la competizione con le imprese non europee, e quindi con uno sguardo alla legislazione americana, laddove negli Usa i segreti commerciali sono già tutelati, in base all'Uniform Trade Secrets Act del e l'American Invents Act del La normativa è quindi piuttosto simile a quella americana.

La pratica di impedire ai giornalisti l'accesso e la divulgazione di notizie riservate sui prodotti commerciali è antica, ma con questa direttiva, se impropriamente attuata, potrebbe diventare pratica consolidata a livello comunitario. La direttiva ha subito modifiche nel corso delle negoziazioni.

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Il periodo di tutela dei segreti commerciali è stato esteso da 2 fino ad un massimo di 6 anni. Infine bisogna segreti commerciali sulle notizie che la direttiva stabilisce solo delle misure minime lasciando la possibilità ai singoli Stati di fissare standard di tutela dei segreti commerciali ben più forti.

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In questa prospettiva la direttiva appare un chiaro tentativo di proteggere la competitività delle aziende europee, purtroppo a scapito dei diritti dei cittadini, con possibili gravi lesioni del diritto all'informazione, e ricadute sul diritto alla salute, sull'ambiente, ecc La direttiva, se approvata dal Parlamento, il cui voto è previsto a marzo o aprile, dovrà essere poi attuata nei singoli Stati entro due anni dall'approvazione.